Szczesny

Non solo Robert Lewandowski, tra gli eroi della Polonia in questo Mondiale di Qatar 2022 c’è anche il portiere della Juventus Wojciech Szczesny. A prendersi le copertine di tutti i giornali, infatti, è proprio il numero 1 bianconero, mattatore assoluto del 2° match del Gruppo C. L’estremo difensore polacco è stato l’MVP dell’incontro contro l’Arabia Saudita grazie alle sue parate e, soprattutto, alle doppia prodezza in occasione del rigore di Al Dawsari e la successiva ribattuta di Al Buraik. Intervenuto a La Repubblica Szczesny ha ‘svelato’ il segreto della sua abilità da para-rigori, dando non pochi meriti al lavoro svolto con il preparatore dei portieri della Juventus Claudio Filippi, utile a mantenere un invidiabile record di 25 tiri respinti su 86 penalty.

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Szczesny e il retroscena sui rigori

Il portierone della Polonia ha scherzato così al termine del match: “Alla Juventus lavoriamo bene su questo fondamentale – ha iniziato Szczesny -. Non voglio dare tutti i crediti a Filippi (ride, ndr), anche se è molto bravo. Abbiamo trovato un metodo per fare l’analisi dei rigoristi, e ogni tanto li paro. Negli ultimi due anni la statistica è molto positiva, ci sono più rigori parati che subiti. Quindi qualcosa funziona all’interno della Juve“.

“Obiettivi della Polonia? Siamo qui per confrontarci con i più forti al mondo, e con tutto il rispetto per i giocatori dell’Arabia Saudita io mi voglio confrontare con i migliori come Messi”.

Pronto per parare un rigore anche a lui? “Con lui sarà molto più difficile anche perché è quasi impossibile da analizzare. Ovviamente è uno dei migliori tiratori al mondo e può calciare centrale ma anche chiuso o aperto. Mi preparerò come sempre, sperando che non ci fischino più rigori contro come quello contro l’Arabia. Questo per me non era rigore. In realtà la seconda parata è stata molto più difficile e decisiva, anche se sventare un rigore al Mondiale è il massimo. Noi portieri non possiamo fare gol, ma i gol li facciamo così”.

Messi neutralizzato

Detto, fatto! Szczesny, nonostante la prestazione opaca dei suoi, ha tenuto in piedi le speranze de Białe Orły (le aquile bianche ndr), ipnotizzando Messi dagli 11 metri e compiendo altre importanti parate, decisive per la qualificazione agli ottavi dei suoi.

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