Zaniolo infortunio spalla

I tanti impegni con le Nazionali, i calendari sempre più serrati e ricchi di appuntamenti, mettono in grossa difficoltà i club di calcio. Non è una novità, infatti, che i calciatori sono sempre più esposti al rischio infortuni. Uno studio, portato avanti dal gruppo assicurativo Howden, evidenzia come nella stagione 2020/21 gli stop ‘forzati’ siano aumentati drasticamente, creando un impatto negativo sia dal punto di vista della qualità del gioco, sia per le finanze delle società. I numeri però sono destinati ad aumentare soprattutto vista l’anomala stagione che vedrà tanti calciatori protagonisti al Mondiale invernale di Qatar2022.

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Allarme infortuni: rischio in aumento nel 2022/23

Come detto, l’analisi ha sottolineato come nei cinque maggiori campionati europei, gli infortuni siano aumentati del 20% proprio nella stagione 2021/22, costando ai club una cifra superiore ai 500 milioni di euro.

In Europa il club con il maggior numero di calciatori vittime di problemi fisici è stato il Bayern Monaco con ben 60 infortuni. Subito dopo ci sono Chelsea (55) e Juventus (54). In media si stima che gli stop forzati abbiano pesato sulle casse delle varie leghe (Serie A, Premier League, Bundesliga etc.) fino a €55.90m in un solo anno.

Serie A: allarme problemi muscolari?

Lo studio mostra come gli infortuni ai tessuti molli abbiano rappresentato il 38% di tutte le assenze nei top 5 campionati. La Serie A, però, ha fatto registrare il più alto numero di questi stop, con una cifra che ha sfiorato il 49%.

Il report, inevitabilmente, ha risollevato la polemica dei calendari sempre più congestionati. Il sindacato mondiale dei giocatori Fifpro afferma che è necessario mettere in atto iniziative per limitare i carichi di lavoro dei calciatori. L’adozione permanente di cinque sostituzioni per squadra è stata adottata proprio per questo motivo, ma si cerca di esortare la FIFA a fare di più. Una delle soluzioni proposte sarebbe quella di imporre dei periodi di riposo minimi di quattro settimane durante lo stop di campionati e una pausa a metà stagione di due settimane per ogni giocatore.

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