Buffon

Intervenuto a margine del Festival dello Sport a Trento, Gianluigi Buffon ha parlato di svariati argomenti. Dalla Nazionale al rapporto con Chiellini fino al sesto mondiale mancato e alla Juventus.

A tutto Buffon

“Chiellini è il giocatore che farei prendere ad esempio ad ogni giovane. Non è nato con doti tecniche speciale, è diventato un campionissimo attraverso lavoro, mentalità ed intelligenza. Le doti nella vita e nello sport aiutano, ma non sono tutto. Chiellini è stato il più grande miracolo che abbia mai visto nel corso della mia carriera, e lo metto fra i più grandi in assoluto”, ha detto Buffon parlando del suo ex compagno di squadra.

A proposito di ex, un pensiero sulla Juventus: “La Juventus di oggi? Cosa vuoi che dica? Non posso dire nulla perché in questo momento ogni parola rischia di avere una accezione polemica e non mi va. Anche quando c’ero io a volte siamo partiti male, poi siamo arrivati in alto. Questione di DNA della squadra e dei singoli individui. Non tutti possono avere il DNA della Juventus, un club con una idea chiara ed un imprinting altrettanto chiaro”.

Parlando di portieri: “Maignan? Quando tornai da Parigi alla Juve mi chiesero dei portieri. Dissi di Maignan del Lille, che però nessuno considerava. Mi chiedevo il perché. Quando il Milan lo prese mandai un messaggio a Maldini, dicendo che in pochi credevano in lui ma che avevano preso un grande portiere. Ed infatti è andata così. Handanovic? Il contesto vincente aiuta a nascondere i piccoli errori che si possono fare. E rendere la carriera più longeva”.

Sul proprio futuro Buffon ha poi detto: “Cosa farò quando smetterò? Ho fatto 5 mondiali e ne potevo fare altre due. E mi sono chiesto perché smettere. Non aver fatto magari il sesto significa che è il destino, la penso così. Magari non era destino. A 58 anni potrei fare il sesto mondiale, mai dire mai (ride). Le cose banali e scontate mi annoiano sempre tanto. Sposto sempre i miei limiti. Dopo Ascoli abbiamo vinto e mia moglie mi ha detto che mi vedeva stanco. Gli ho detto sono sfinito, perché avevo una tensione incredibile perché sapevo che già era una gara determinante. Ero avvolto dalla tensione. Berlino ed il Mondiale? Ci penso sempre. E ci torneremo”.

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