Pierre Kalulu - Milan

Pierre Kalulu, difensore del Milan, si è raccontato in esclusiva a La Gazzetta dello Sport. Il francese, ormai non più una sorpresa della squadra di Stefano Pioli, ha parlato a 360° della sua esperienza milanese: dal suo approdo in rossonero grazie alla telefonata di Paolo Maldini, fino alla conquista del 19° scudetto del Diavolo, ma non solo. Kalulu, infatti, ha parlato delle sue ambizioni per questa stagione, dell’importanza della ‘colonia francese’ e dei punti di riferimento di questa squadra a partire da Zlatan Ibrahimovic. Il difensore ha svelato anche il suo sogno nel cassetto: giocare il prossimo mondiale.

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Milan, le parole di Pierre Kalulu

“Contento in Serie A? Assolutamente si, credo che il campionato italiano sia sottovalutato – ha detto Kalulu -. In Francia si crede ancora si giochi con il catenaccio invece è tutto il contrario. La maggior parte delle squadre prova a costruire dal basso, si applica il pressing a tutto campo e si gioca fisicamente. C’è un alto livello tecnico e tattico e una concorrenza spietata. Sono convinto che anche quest’anno ci saranno cinque o sei squadre a lottare per vincere”.

“Pioli ce lo dice ogni giorno: quest’anno sarà ancora più difficile provare a vincere. Lo si capisce dal fatto che le partite con le rivali si decidono appunto sui dettagli, come quella col Napoli. Abbiamo perso tre punti ma direi che la prestazione non è da buttare. Cerchiamo di imparare sempre – ha continuato il francese -. Sono convinto che questo stop ci aiuterà a migliorare e riusciremo a dimostrare il perché siamo campioni in carica”.

La telefonata di Maldini e la trattativa col Milan

Il difensore 22enne ha parlato anche del suo arrivo al Milan: “Non è una cosa da tutti i giorni quando ti chiama una leggenda come Paolo Maldini. La prima volta che l’ho sentito mi ha fatto un certo effetto ma ora ci sono abituato. Io l’ho visto giocare ed era veramente un punto di riferimento, così come lo è tutt’ora anche se in un’altra veste. La cosa divertente è che nel momento della trattativa io cercavo di mantenere un po’ di distacco e lui provava a convincermi. È riuscito a farlo dicendomi che aveva piena fiducia in me, che avrei fatto parte della prima squadra, trovando spazio in funzione della mia crescita. Così è stato”.

“Lui continua ad essere molto presente, senza mai sovrapporsi all’allenatore. Mi consiglia per esempio sul modo di difendere in certe fasi, o su come poter gestire un certo attaccante. Piccoli dettagli che però ti permettono di migliorare molto”.

Il segreto di questo Milan: il gruppo

“La nostra forza è il gruppo – ha continuato il n° 20 – ma proviamo a lavorare su noi stessi tutti i giorni. Non importa in che ruolo giochi, il mio scopo è garantire il massimo della qualità in base alle necessità della squadra e alle richieste dell’allenatore”.

A proposito di allenatore, Pierre ha speso parole al miele per il tecnico parmigiano: “Pioli è stato importante nela mia crescita. Mi piacciono molto i suoi allenamenti ad alta intensità. A questi livelli, non è banale che un tecnico riesca a coinvolgere tutti. Se fai bene te lo dice, e ti sa parlare quando fai meno bene. Nei momenti di dubbio, sa motivare, ricordando che siamo un gruppo forte e intelligente. Siamo una squadra giovane, ma con lui siamo migliorati molto”.

Il francese ha parlato anche del rapporto con i suoi compagni di squadra: “In squadra ci sono molti francesi e la lingua ci ha aiutato a integrarci meglio e più velocemente. Mike (Maignan ndr) è un leader che trasmette fiducia, come Theo che domina sulla fascia. Cerco di fare altrettanto con loro. Fik e Simon sono fortissimi e la sana concorrenza fa sempre bene. Ne abbiamo bisogno e al Milan non c’è ambiguità: tutti diamo il massimo per la squadra”.

Che sensazioni si provano a giocare con Ibra? All’inizio è stato impressionante. Prima giocavo spesso con lui, ma solo alla Playstation. Ora siamo nella stessa squadra. Lui è riuscito a trasmetterci l’esigenza di lavorare al meglio per provare a migliorare. Riesce a dare il suo contributo anche quando non gioca”.

Kalulu tra sogno Mondiale e futuro al Milan

Sui Mondiali in Qatar con la Francia da ‘nuovo Maldini‘: “Di Maldini ce n’è uno solo, ma voglio costruire la mia storia e diventare uno dei migliori al mondo. Il sogno è di andare in Nazionale: nessuno poi direbbe di no al Mondiale”.

“Milano è una città che apprezzo molto anche per la moda, per i ristoranti, per lo stile di vita. Mi sento a mio agio, anche perché il mio italiano migliora. Rinnovo? Non vedo perché no. Mi trovo bene, gioco titolare, c’è solo voglia di continuare. Ma del contratto ci sarà modo di parlarne con i dirigenti”.

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