de Ligt

L’addio di Matthijs de Ligt alla Juventus non è stato poi ‘amichevole’ come sembrava all’inizio. Dal suo trasferimento al Bayern Monaco, infatti, il difensore olandese ha ‘criticato’ a più riprese il lavoro svolto in bianconero, tanto da ricevere una tirata d’orecchie da Leonardo Bonucci per alcune dichiarazioni giudicate poco rispettose. Qualche giorno fa anche il suo nuovo allenatore Julian Nagelsmann aveva lanciato una frecciatina alla Vecchia Signora, sottolineando alcune parole riferitegli dal difensore olandese: “De Ligt dice che in Italia non ha mai lavorato così (tanto), eppure questo era un allenamento normale”.

Ma ad aggiungere benzina sul fuoco ci ha pensato lo stesso difensore che, in una recente intervista a ESPN, ha svelato alcune delle ragioni per cui la partnership con i bianconeri non ha funzionato.

Bonucci ‘sgrida’ de Ligt: “Gli auguro il meglio ma poteva risparmiarsi certe frasi…”

Juventus, altra frecciatina di de Ligt

Scelsi di andare alla Juventus con l’idea di giocare un calcio offensivo – ha dichiarato de Ligt -. Il motivo principale del mio trasferimento era l’allenatore, ovvero Sarri. Lui è diventato famoso per quello che è riuscito a costruire a Napoli e a continare al Chelsea. Pensavo di torvare un ambiente favorevole per il bel calcio, simile a quello che facevamo all’Ajax. Purtroppo dopo un anno è andato via”.

E ancora: “Ovviamente per me è stato difficile anche l’approccio al mondo juventino. Quando ero all’Ajax mi sentivo in dovere di guidare la squadra e i miei compagni, il mio ruolo all’interno dello spogliatoio era diverso. Quando sono arrivato alla Juve però c’erano leggende come Bonucci e Chiellini, tra l’altro proprio nel mio stesso ruolo. Avevo appena 19 anni e non è facile mettere in discussione giocatori di quel calibro. Non mi potevo permettere di fare quello che ero abituato a fare e non sempre mi sentivo a mio agio in campo, in ogni modo ho imparato davvero tanto da loro”.

A proposito delle questioni di campo il difensore 22enne ha aggiunto: “Mi sono sempre sentito meglio sul centro-destra – ha spiegato il difensore olandese -. All’inizio alla Juve è stato difficile giocare a sinistra, poi a metà stagione io e Bonucci ci siamo invertiti. Formavamo comunque un ottimo tandem difensivo e siamo riusciti a vincere uno scudetto. Nel secondo e terzo anno però c’è stato un altro cambio in panchina e sono tornato a giocare spesso a sinistra. Non è che non ci volessi giocare, sia chiaro, ma sapevo di essere più sicuro giocando a destra. È stato comunque importante per il mio sviluppo”.

De Ligt ha poi concluso parlando proprio del differente modo di giocare in bianconero rispetto ai suoi anni in Olanda: “All’Ajax pressavo molto forte e ci prendevamo anche tanti rischi. Alla Juve era tutto diverso. La Serie A è un campionato molto tattico e quindi giocavamo tutti molto più all’indietro. Sicuramente c’è un modo di difendere differente rispetto a tutti gli altri campionati. Il ritmo in generale in Italia è più lento, quindi si può stare più dietro. E visto quanto ha vinto la Juve in Italia, penso che non sia un modo sbagliato di fare”.

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