Palomino

La notizia della positività di José Luis Palomino ad un controllo anti-doping ha scosso il mondo della Serie A. Nella giornata di ieri, infatti, Nado Italia, organizzazione nazionale antidoping, ha comunicato la sospensione cautelare del calciatore dell’Atalanta. Il difensore argentino dovrà ora rispondere all’accusa di aver violato gli articoli 2.1 e 2.2 del Codice sportivo antidoping, che parlano anche della ‘responsabilità personale dell’atleta nell’assicurarsi di non assumere sostanze proibite’.

Ma se fosse accertata la positività cosa rischierebbe Palomino? Gli scenari principali sono due ma, a seconda del risultato dell’investigazione, le conseguenze potrebbero variare, e non di poco. Scopriamo insieme quali sono le possibilità in questi casi.

Palomino positivo dopo test anti-doping a sorpresa

Il comunicato di Nado Italia

“Il Tribunale Nazionale Antidoping, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare l’atleta Josè Luis Palomino (FIGC) per violazione degli artt. 2.1 e 2.2. L’atleta è risultato positivo alla sostanza Clostebol Metabolita. Il controllo è stato disposto da NADO Italia”

Palomino positivo a controllo anti-doping: cosa rischia il calciatore?

Di seguito riportiamo la normativa consultabile sul sito ufficiale Nado Italia.

Scenario 1: intenzionalità ad assumere sostanza illecita

Per quanto riguarda la squalifica, a meno che non siano soddisfatte le condizioni per l’annullamento, la riduzione o la sospensione della squalifica, la durata dello stop sarà di QUATTRO ANNI:

  • se la violazione delle norme antidoping non riguarda una Sostanza Specificata o Metodo Specificato, salvo il caso in cui l’Atleta o l’altra Persona siano in grado di dimostrare che la violazione non sia intenzionale.
  • se la violazione delle norme antidoping riguarda una Sostanza Specificata o Metodo Specificato e NADO Italia sia in grado di dimostrare che la violazione è intenzionale.

Con il termine “intenzionale”, il regolamento “identifica quegli atleti o altre Persone che abbiano adottato condotte che sapevano costituire una violazione della normativa antidoping o sapevano che ci fosse un rischio significativo che la condotta potesse costituire o produrre una violazione e hanno manifestamente ignorato quel rischio”.

Scenario 2: involontarietà dell’atleta ad assumere la sostanza illecita

Se invece non viene dimostrata l’intenzionalità, la squalifica sarà di DUE ANNI.

Ci sono ovviamente eccezioni:

  • Qualora un Atleta o altra Persona dimostri in un singolo caso di non avere colpa o negligenza, il periodo di squalifica teoricamente applicabile è eliminato;
  • se l’Atleta o altra Persona sono in grado di dimostrare l’assenza di colpa o negligenza grave, il periodo di squalifica corrisponde a un richiamo con nota di biasimo e nessun periodo di squalifica (misura minima). O due anni di squalifica (misura massima), a seconda del grado di colpa dell’Atleta o dell’altra Persona;
  • In caso di collaborazione per accertare l’utilizzo di sostanze dopanti da parte di altri. La sospensione può essere applicata nella misura massima di tre-quarti del periodo di squalifica teoricamente applicabile;
  • nel caso in cui venga ammessa la violazione che comporti un periodo di squalifica di quattro o più anni, l’Atleta o altra Persona potrà beneficiare di una riduzione di 1 anno del periodo di squalifica proposto.
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