Andrea Dovizioso - fonte @Zoom

Andrea Dovizioso dice basta: nel 2023 non correrà più in MotoGP. Ad annunciarlo è lo stesso pilota forlivese che, tramite un’intervista esclusiva rilasciata sul sito ufficiale del motomondiale, ha motivato la sua scelta, dettata dalla sua poca competitività ma, soprattutto da quella della Yamaha M1.

MotoGP, disavventura per Bagnaia: incidente in macchina e alcol oltre il limite

Le parole di Dovizioso

“Sono tranquillo sul mio futuro, sono già allenato in questo senso visto e so cosa vuol dire restare fermi – ha commentato Dovi circa lo stop nella prossima stagione -. Nessuno vorrebbe finire la stagione in questo modo, ma non sempre si hanno le cose sotto controllo – ha continuato l’ex pilota Ducati-. Ogni gara però è molto difficile perché parto indietro, cosa che complica ulteriormente le cose”.

Sulle sue difficoltà e la mancanza di ritmo e feeling con la sua Yamaha l’ex vice campione del Mondo ha invece detto: “Non mi era mai capitato di non essere competitivo in carriera, è qualcosa di nuovo per me, ma è una realtà. Con gli anni la MotoGP è cambiata, i rivali sono cambiati, il modo di guidare è diverso: ci sono tante piccole ragioni e se metti insieme il tutto capita quello che mi sta succedendo in questo momento”.

I problemi della Yamaha M1

Sui problemi della M1 che sembra funzionare solo tra le mani di Fabio Quartararo il rider italiano ha invece aggiunto: “La M1 è una moto molto buona in frenata e percorrenza, ti consente di curvare molto bene, ma fatica in altri aspetti e se non guidi come Fabio Quartararo è difficile essere competitivi: se lui vince, vuol dire che puoi essere veloce, ma se gli altri piloti si lamentano, significa che non ci sono molti modi per essere competitivi”.

E ancora: “Io e Franco (Morbidelli ndr), per esempio, guidiamo con stili molto diversi perché lui sta molto piegato e non frena forte, al contrario di me, ma i nostri risultati sono simili. Tutte le moto giapponesi stanno faticando in questo momento, magari vincono il titolo, ma sono veloci solo con un solo pilota, quindi vuol dire che la base della moto è un po’ difficile e particolare: è successo alla Honda prima e sta accadendo alla Yamaha ora”.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: