Samir Handanovic

Francesco Toldo, ex portiere della Fiorentina e soprattutto dell’Inter, è intervenuto in esclusiva a La Gazzetta dello Sport per parlare della situazione portieri in casa nerazzurra. La squadra di Simone Inzaghi, proprio qualche giorno fa, ha ufficializzato l’arrivo dello svincolato André Onana che, in qualche modo, potrebbe insidiare la posizione del capitano Samir Handanovic e creare qualche grattacapo all’ex allenatore della Lazio. Scopriamo insieme il pensiero dell’ex portierone italiano.

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Le parole di Toldo sul dualismo Handanovic-Onana

Toldo ha detto la sua circa il possibile dualismo tra Handanovic e Onana, come accaduto per esempio al Psg con Donnarumma-Navas: “Non mi permetto di dare consigli. Conosco poco Onana e la situazione all’interno dello spogliatoio. La cosa fondamentale però è che ci sia chiarezza e correttezza da parte di tutti i protagonisti coinvolti”.

E ancora: “Di mezzo c’è il bene della squadra. Samir e André devono aiutarsi a vicenda e poi l’allenatore farà le sue scelte e a lui spetterà il compito di spiegarle ai diretti interessati. In questo senso adoro Mourinho perché parla chiaro e in faccia. Mancini, quando iniziò a preferirmi Julio Cesar, lo fu molto meno. Non dimentichiamoci che le vittorie arrivano se hai uomini veri, ancor prima che calciatori. Pensi a un Cruz, che avrebbe potuto fare il titolare ovunque e invece si è sacrificato per l’Inter”.

“Chi sarà titolare? La storia parla chiaro, il numero uno è Samir – ha dichiarato Toldo – La stagione comunque sarà lunga e anomala causa Mondiale invernale. Bisognerà trovare i momenti giusti per inserire Onana. Anche nella prospettiva di averlo titolare l’annata successiva. A prescindere da come si risolverà il dualismo, di certo con quei due l’Inter è in buone mani”.

L’ex portiere della Nazionale è tornato a parlare anche dell’errore di Radu nella ‘famigerata trasferta di Bologna: “Non mi è piaciuta la sua gestione nella scorsa stagione. A prescindere dalle premesse, un portiere giovane e di prospettiva non può giocare così poco. Poi non è dimostrabile che se avesse giocato con più di continuità non avrebbe commesso quell’errore, un portiere deve farsi trovare sempre pronto. Penso all’Europeo 2000, quando Buffon si infortunò poco prima del via, o alla situazione tra me e Julio Cesar”.

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