Wilfried Willy Gnonto

Dopo le settimane di pausa dalla ‘bolgia mediatica’ in seguito al suo esordio in Nazionale, Willy Gnonto è tornato a far parlare di sé. In questo caso, l’attaccante dello Zurigo è finito al centro di rumors di mercato che lo vedrebbero accostato a diverse squadre di Bundesliga e anche di Serie A. Tra calciomercato, presente e futuro lo stesso Gnonto ha deciso di raccontarsi a Sportweek, settimanale a tema sportivo allegato alla Gazzetta dello Sport. Il giovane talentino ex Inter, tra l’altro, ha colto l’occasione per raccontare l’origine della sua fede nerazzurra e, in particolare, il retroscena di un ‘famigerato’ Inter-Juventus passato alla storia per la mancata espulsione di Miralem Pjanic.

Gnonto: “Fossi rimasto all’Inter mai in Nazionale. Il mio calciatore preferito…”

Gnonto si racconta

Il più giovane esordiente della Nazionale italiana ha raccontato che tipo di giocatore e persona vuole diventare e, soprattutto, il modello a cui si ispira: Leo Messi. “Ad essere onesti quando sono arrivato a Milano non ero tanto tifoso dell’Inter – ha dichiarato Gnonto -. Mi piaceva tantissimo il Barcellona perché c’era il mio idolo che è Messi”.

“Il mio sogno rimane quello di giocare un giorno nel Barca. Per me Messi è unico, anche adesso che è al PSG. Ha fatto tantissimi sacrifici fin da quando ha iniziato, la sua famiglia lo ha sempre sostenuto anche se non era nelle migliori condizioni economiche. Mi piace per quello che fa in campo ma anche fuori, non dimentica le sue origini, è uno tranquillo. Anche la sua storia di vita, con la prima ragazza che è diventata ora sua moglie, non è cambiato nel tempo: nella sua storia rivedo un po’ me stesso. E poi, in campo fa cose magiche, come lui nessun altro”.

A proposito della sua passione per l’Inter, Gnonto ha invece detto: “C’è stato un momento preciso in cui mi sono affezionato e ho anche pianto per l’Inter. Quando? Inter-Juve, aprile 2018, la partita della mancata espulsione di Pjanic per fallo su Rafinha”.

E ancora: “Higuain segnò per la Juve all’ultimo respiro e grazie al suo gol e alla vittoria riuscirono a mettere le mani sullo Scudetto. In quel momento io ero a San Siro col mio amico Elio a vedere il match. Al gol scoppiammo entrambi a piangere. Quella sera diventai veramente interista”.

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