Robin Gosens - Inter

Robin Gosens ha tanta voglia di calcio giocato e di Inter. L’esterno tedesco è pronto a tornare ai suoi livelli dopo una stagione passata a combattere con il recupero da un duro infortunio. Il terzino ma all’occorrenza anche ala avrà il compito di non far rimpiangere Perisic sulla fascia mancina e a 11Freunde ha parlato del suo desiderio di affermarsi in nerazzurro.

Gosens: titolarità all’Inter, obiettivi e vacanze

“Normalmente, non vedo l’ora che arrivi la fine delle vacanze come un bambino che aspetta i regali di Natale. Nell’ultimo mese prima si fanno sentire piccoli dolori, con i quali il corpo segnala chiaramente che è tempo di cocktail freschi, sole e una spiaggia di sabbia bianca. Il dolore appare dal nulla e mi ci vuole mezz’ora di attivazione pre-allenamento anche per entrare in campo. Quest’anno, invece, è diverso. Non ho potuto giocare per cinque mesi a causa di un infortunio, ho lasciato la mia comfort zone quando ho cambiato squadra (dall’Atalanta all’Inter ndr), ma all’inizio non ero titolare. Di conseguenza, ho avuto poco tempo per giocare. Dal punto di vista sportivo non ho voglia di andare in vacanza perché sono davvero in forma in questo momento e mi sento un treno a correre su e giù dalla fascia sinistra”, ha raccontato Gosens.

Ad ogni modo le vacanze ci sono: “Avrò un sacco di tempo lì per fare visita a tante persone e parlare con loro di Dio e del mondo. Incontrerò i miei ragazzi e di certo non berrò acqua con loro. Alla fine andrò in Sardegna con la mia famiglia. Tutto sommato, un buon mix di festa, relax e divertimento. Eh si: devo anche fare sport regolarmente, perché ognuno di noi ha il tanto amato piano di allenamento da portare con sé in vacanza. La metà dei ragazzi in gran parte lo ignora e compensa con altre attività, mentre l’altra metà ha il proprio allenatore per le vacanze. Quest’anno in particolare è molto importante per me perché la prossima stagione deve essere la mia stagione. Voglio diventare un titolare all’Inter per poter realizzare il mio sogno più grande: andare al Mondiale“.

Prima di ricominciare però ci sarà una libertà anche mentale: “Queste due settimane, o quattro settimane per alcuni giocatori, sono particolarmente necessarie quando esci da una stagione con 50 o più partite. Oltre allo sforzo fisico, c’è un certo vuoto mentale perché la tensione e la concentrazione costanti sono mentalmente estenuanti”.

E ancora: “Molti ancora sottovalutano questo sforzo mentale che gli atleti professionisti devono compiere. Se giochi ogni tre giorni e devi vincere ogni volta, mantieni alta la concentrazione. A lungo andare, questo è uno sforzo folle per la testa e comporta il rischio che a un certo punto sarai esausto e non sarai più in grado di portare il tuo corpo in uno stato di massima tensione”.

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