Gattuso

Dopo l’esonero di José Bordalás da parte del Valencia, sembrava ormai fatta per l’arrivo di Gennaro Gattuso in panchina, se non fosse scattata l’ennesima campagna mediatica contro ‘Ringhio’. Neanche il tempo di porre la firma sul contratto che, come in occasione del suo avvicendamento sulla panchina del Tottenham, sui social è apparso l’hashtag #nogattuso. Contro l’ex allenatore di Milan e Napoli è partita una vera e propria protesta, iniziata su Twitter dall’ex presidente degli Els Che Miguel Zorio. L’ex patron del club spagnolo, infatti, ha avviato una campagna contro “xenofobia, l’omofobia e il machismo di Gattuso” e ha ricordato come l’arrivo Ringhio sulla panchina del club inglese fosse poi saltato grazie alla protesta dei tifosi degli Spurs.

L’avventura di Gattuso in Liga potrebbe quindi non iniziare mai, anche se la vera ragione per la protesta potrebbe risiedere nei rapporti tra Jorge Mendes, agente di Rino, e il club di Peter Lim

Gattuso: “Non sono razzista e neppure omofobo. Odio social un pericolo”

Le frasi ‘incriminate’

Al centro dell’attenzione di questi ‘tifosi’ ci sarebbero in particolare alcune dichiarazioni dell’ex rossonero. Nel 2013, quando Barbara Berlusconi entrò nella dirigenza del Milan, l’ex centrocampista disse: “Non riesco proprio a vedere le donne nel calcio. Non mi piace dirlo, ma è così”. In un’altra occasione invece espresse un pensiero circa il matrimono: “Il matrimonio dovrebbe essere tra un uomo e una donna e il matrimonio omosessuale è molto strano per me. Ma ognuno fa quello che vuole”.

Le parole di Gattuso e la ‘difesa’ di Bakayoko

Ma dopo le pesanti accuse rivoltegli, lo stesso Gattuso, tramite una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, si è voluto difendere e passare al contrattacco.

“Ma siamo impazziti? Basta, che si diano tutti una calmata – ha dichiarato Gattuso -. Quelle frasi sono state estrapolate dal contesto e utilizzate contro di me”.

“In prima battuta volevo difendere il lavoro di Galliani che era stato messo da parte in malo modo – ha aggiunto l’allenatore calabrese -. Numero due, il razzismo: “E allora perché avrei fatto acquistare Bakayoko quando ero al Napoli? Mai avuto nulla contro i giocatori di colore, molti dei quali sono stati miei compagni di squadra e amici”.

E ancora: “Che ne sanno di me queste persone che parlano di razzismo, questi leoni che si nascondono dietro una tastiera o dietro un nickname? Da ragazzo sono andato a giocare in Scozia… sapete che può voler dire per un ‘terrone’ trovarsi fuori dall’Italia e dimostrare a tutti di riuscire a cavarsela? Tutto quello che sono diventato è stato il frutto di fatica, impegno, sudore – la chiosa di ‘ringhio’ -. Nessuno mi ha regalato nulla”.

Sui social è apparsa anche la storia Instagram dello stesso Bakayoko, che ha voluto difendere ‘Ringhio’ in prima persona: “Questo ragazzo è razzista? Davvero…La gente è impazzita Forza mister!”.

Bakayoko storia IG @bakayoko_official14.png

Un pensiero su “Gattuso vicino al Valencia ma è polemica. Lui si difende: “Io razzista? Siamo impazziti…””

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