Chelsea Abramovich

Il mondo dello sport si è unito intorno all’Ucraina e, almeno simbolicamente, ha voluto abbracciare e mostrare solidarietà alla popolazione colpita dalla guerra. La FA inglese, per esempio, ha proposto ai 20 club di Premier League di promuovere un messaggio di pace tramite un minuto di silenzio prima di ogni partita. Iniziativa accolta all’unanimità da tutte le società. Ma prima della partita tra Burnley e Chelsea qualche “tifoso” londinese ha avuto altre idee intonando invece cori per Roman Abramovich.

Abramovich lascia il Chelsea

Come è ormai noto, Roman Abramovich, patron del Chelsea, ha deciso di mettere in vendita il club a seguito delle richieste al governo inglese di sanzioni mirate a colpire proprio l’oligarca russo sulla scia dell’invasione russa dell’Ucraina. L’ormai ex numero uno dei Blues ha anche precisato che gli introiti della cessione andranno in beneficenza e aiuteranno le famiglie colpite dalla guerra.

GUERRA RUSSIA-UCRAINA: ABRAMOVICH LASCIA IL CHELSEA

Burnley-Chelsea: i cori dei tifosi Blues

Proprio per queste ragioni, l’episodio avvenuto prima della gara del Chelsea sta facendo molto discutere. Tutto è avvenuto proprio allo stadio Turf Moor di Burnley prima del match dei padroni di casa contro i Blues. Negli istanti prima del calcio d’inizio, le due squadre si sono fermate per un minuto di silenzio come gesto di solidarietà nei confronti dell’Ucraina. Ma alcuni fan del Chelsea hanno invece iniziato ad intonare canti a sostegno del loro proprietario, iniziativa a cui i tifosi di casa hanno risposto con fischi ed insulti.

Al termine del match, vinto per 0 a 4 dalla squadra di Tuchel, proprio il tecnico tedesco ha voluto dire la sua, mostrandosi contrario a quanto accaduto.

Le dure parole di Tuchel

“Non era il momento di farlo – ha dichiarato Tuchel -. Se mostriamo solidarietà, mostriamo solidarietà, punto e basta. È una cosa che dobbiamo fare insieme, pubblico, tifosi, giocatori e staff”.

E ancora: “Ci inginocchiamo insieme, applaudiamo insieme o stiamo in silenzio. Se purtroppo muore una persona importante del nostro club o di un altro club, mostriamo un minuto di rispetto, non è certo il momento di dare altri messaggi, è il momento di mostrare rispetto.”

Il tecnico del Chelsea ha concluso: “In questo caso lo facciamo per l’Ucraina, non ci può essere una seconda opinione sulla situazione lì. Loro hanno il nostro sostegno e sono nei nostri pensieri, dovremmo stare insieme come club e sicuramente quello non era il momento per altri messaggi”.

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