San Siro - Milan biglietti

Giorgio Furlani, Portfolio Manager del fondo Elliott e consigliere d’amministrazione del Milan, è intervenuto al Business of Football Summit organizzato dal Financial Time per parlare ovviamente del club e del progetto dei rossoneri.

Milan, le parole di Furlani

Queste il contenuto del suo intervento: “Abbiamo cominciato come investitori – ha dichiarato Furlani – Nel post Berlusconi il Milan ha attraversato una fasi di transizione ed è caduto in difficoltà finanziaria. Siamo dovuti subentrare e abbiamo assunto la proprietà. Abbiamo trovato una situazione disastrosa, il club andava verso la bancarotta, c’erano pochi ricavi e costi elevatissimi. Abbiamo anche ricevuto un ban dalla UEFA per giocare nelle loro competizioni, unico club europeo di successo ad aver avuto questo divieto”.

E ancora: “Ora abbiamo stabilizzato la barca, sviluppando un piano basato su specifici pilastri per invertire la rotta. Abbiamo dovuto ridurre i costi e la rosa, poi migliorare le performance in campo. Abbiamo totalmente cambiato il primo e il secondo livello del management, coinvolgendo un fantastico CEO come Ivan Gazidis. Con lui abbiamo avviato un percorso per trasformare il Milan da un “club di calcio” a un “media business” esattamente come top club del calibro di Real Madrid e Manchester United”.

Prossimi step di Elliott

“Prossimi passi per il Milan? Ci sono tre step fondamentali da compiere – ha continuato il dirigente -. In primis bisogna continuare ad investire nel business, ma ciò non significa investire il budget solo per i calciatori, bisogna investire anche per aumentare i ricavi.

Numero due: sviluppare lo stadio e raggiungere i top club europei. Se si mettono a confronto i ricavi del Milan con quelli dei top club viene fuori un cartellino di Lukaku all’anno. Infine lavorare con la propria Lega. Gli incassi dallo stadio sono più o meno sotto il controllo dei club ma quelli commerciali e dei diritti tv dipendono direttamente dalla propria Lega”.

Sulla questione stadio l’uomo di fiducia di Elliott ha dichiarato: “Lo stadio è un progetto che va avanti da tempo, da quando abbiamo preso la proprietà del Milan. Il Covid ci ha rallentato, Milano è stata tra gli epicentri della pandemia. La città ha dovuto pensare a sopravvivere più che agli investimenti. Il progetto ora è in mano al Comune che sta analizzando la situazione con i principali stakeholders”.

Furlani ha concluso: “San Siro è uno stadio che amo ma non è fatto per il mondo attuale. Ha come business principale solo i club mentre, tra le altre cose, deve diventare un posto di intrattenimento. Stiamo andando più a rilento di quanto sperassimo. La location è di fianco al Meazza e il progetto è curato da Popolous. Cosa ci blocca? C’è una spinta politica limitata perché alcuni stakeholders non vogliono andare avanti. La nostalgia è un sentimento molto italiano”.

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