Vlahovic - Cecchi Gori

Vittorio Cecchi Gori, ex presidente della Fiorentina, è intervenuto in un’intervista telefonica a La Gazzetta dello Sport in vista dell’incontro di Coppa Italia tra la “sua” Viola e la Juventus. Le due squadre si affronteranno stasera nella semifinale d’andata e proveranno a conquistare la finalissima dell’Olimpico in programma l’11 maggio dove troveranno la vincente dell’altra semifinale: Inter o Milan.

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Cecchi Gori tra passato e presente della Fiorentina

L’ex patron della Viola ha parlato dei suoi anni di presidenza: “La Fiorentina mi ha regalato anni indimenticabili – ha dichiarato Cecchi Gori -. Il mio cuore è Viola e lo sarà sempre. Ho tanti bei ricordi, anche della rivalità con la Juventus”.

“Io però ripetevo sempre ai miei che la Fiorentina non doveva accontentarsi di battere la Juve ma di provare a puntare a vincere lo scudetto! Una volta, ci sono andato molto vicino, era l’anno di Edmundo… Quello resta il mio più grande rimpianto da presidente. La rivalità storica resta, perché loro sono da sempre la squadra da battere e Firenze è una città che si ribella alle ingiustizie. Le ingiustizie nel calcio però non dipendono certo dalla Juventus, tantomeno ora”.

Sulle recenti mosse di mercato che hanno portato in bianconero giocatori del calibro di Bernardeschi, Chiesa e Vlahovic, l’ex numero 1 della Fiorentina ha invece detto: “Il recente trasferimento di Vlahovic di certo non aiuta a stemperare gli animi. È stata una questione di soldi, voleva andare in una squadra che gliene dava di più e la Juve che ogni stagione scende in campo per lo scudetto e le coppe europee poteva offrirglieli. Ma ricordiamoci che Vlahovic non è Baggio, è un buon giocatore, ma il suo valore si capirà solo nelle partite più difficili”.

E ancora: “Se hai la fortuna di aver preso dei talenti che fanno la differenza, non devi venderli. Per quanto tu possa guadagnare nel cederli diventa difficile trovarne altri tanto bravi. È un rischio. Se hai gente come Batistuta, Rui Costa, Chiesa o Toldo è giusto provare a tenerli. Io l’ho sempre fatto. È decisiva l’abilità del presidente, ma è molto importante anche la componente dell’ amore, del tifo e dell’attaccamento alla maglia che purtroppo in Italia si sta perdendo. Vlahovic non l’avrei mai venduto, avrei tenuto senza dubbio anche Chiesa. Se la Fiorentina li avesse tenuti avrebbe potuto costruirci sopra una squadra veramente forte”.

Verso Fiorentina-Juventus

Cecchi Gori ha concluso l’intervista con un pronostico sulla sfida di stasera: “La Viola male non va, finalmente si inizia a vedere qualcosa di buono. Andare avanti in questo torneo ora sarebbe molto importante. La Juve è più forte, ma non c’è una differenza tale da escludere che i pronostici possano essere rovesciati…“.

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