Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic scalda i motori. L’attaccante svedese del Milan, fermo ai box per un’infiammazione al tendine d’Achille che l’ha tenuto lontano dai campi dallo scorso 23 gennaio, sembra sempre più vicino a rientrare in gruppo. Questo è quanto filtrato anche dalla conferenza stampa di Stefano Pioli che, in vista della sfida contro la Salernitana ha dichiarato: ‘Ibra sta meglio e credo che a fine settimana comincerà a correre’. A confermare le sensazioni positive proprio Zlatan che, intervenuto alla trasmissione radiofonica ‘Mi Casa’, andata in onda su Radio 105, ha rassicurato i tifosi sul suo rientro e parlato degli obiettivi di questo Milan.

Ibrahimovic scalpita

“Torno presto? Questo è sicuro – ha esordito Ibrahimovic -. Nella mia carriera non ho avuto tanti problemi fisici ma negli ultimi anni ho avuto qualche problema di troppo, anche un infortunio grave (rottura crociato ndr)”.

“È inutile che la gente continui a dire che devo ritirarmi o che sono finito, più lo fanno e più mi carico. È Ibra che decide quando smettere – ha continuato lo svedese -. Ho fiducia in tutto quello che sto facendo. Quanto andrò avanti non lo so, ma cerco sempre di andare oltre al limite. Perché essere normali quando puoi essere più forte? Per il futuro vediamo. Sono curioso per certe cose: per esempio, diventare un attore… voglio qualcosa che mi dia adrenalina. Ma nulla sarà come il calcio. Dovrò fare la differenza. Ho tanti progetti, ma ora il mio focus è essere un calciatore. Quando torno butto giù tutto lo stadio“.

Sugli obiettivi di squadra l’attaccante rossonero ha dichiarato: “Questo campionato è molto equilibrato, chi sarà più bravo tra febbraio e marzo vincerà, anche perché ora iniziano le partite europee delle altre. Quando sono arrivato la prima volta in Italia, la Serie A era diversa, piena di superstar. Oggi si gioca più di collettivo. Se vincessi con questa squadra mi darebbe più soddisfazione di dieci anni fa. Il mio rapporto con gli arbitri? All’inizio non mi controllavo, urlavo e gli attaccavo. Ora invece sono più maturo e gestisco meglio la situazione. Anche loro riconoscono il mio cambio di atteggiamento e si comportano diversamente”.

Spazio anche ad un retroscena di mercato: “Con Galliani ho un ottimo rapporto, ma quando mi ha venduto al Psg non ci siamo più parlati per otto mesi... ero molto arrabbiato. Gli ho detto di vendere tutta la squadra ma non me. Mi aveva promesso di non vendermi, poi in estate mi ha spiegato la situazione e mi hanno venduto al Psg. Non ero felice…”.

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