Kurtic

Una bella intervista a La Gazzetta dello Sport per Jasmin Kurtic, centrocampista oggi al PAOK in Grecia, ma con un passato importante in Italia soprattutto con la maglia dell’Atalanta. Proprio della Dea, dei suoi ex compagni, di Gasperini e Percassi ha voluto parlare il classe 1989.

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“Cosa rappresente per me l’Atalanta? L’Atalanta per me è una famiglia, resto un suo tifoso. Quando sono andato via ho pianto, non mi era mai capitato. Ero sul divano con mia moglie e ci siamo guardati tutte le foto dei successi. Bergamo sarà sempre casa”, ha detto Kurtic.

Facendo riferimento all’annata 2016-2017: “Eravamo tutti dei piccoli Re Mida. Io, Papu, Petagna, Freuler. L’anno prima lottavamo per la salvezza e alla fine della stagione ci siamo trovati in Europa League”.

Il segreto di quell’Atalanta e di quella che è adesso è uno solo: “Gasperini. Lui tira fuori il 200% da tutti, è esigente e ti misura al dettaglio. E’ un mostro nel preparare le partite”.

Su Percassi poi: “Ho girato diverse piazze in Italia ma Percassi è unico: ama e tifa Atalanta come la sua vita. Tratta i giocatori come figli e motiva il gruppo. Noi eravamo disposti a buttarci nel fuoco per la Dea e per Gasperini”.

Un passaggio anche sulla situazione di Ilicic: “Non ne parlo, non sarebbe giusto. Dico solo che se Josip avesse giocato i quarti con il Psg nel 2020, l’Atalanta sarebbe andata in semifinale di Champions”.

In vista dell’Europa League e della sfida contro l’Olympiacos: “Loro sono forti, ma per me non c’è storia: passa l’Atalanta. Può lottare con chiunque”.

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