Inter Correa

Interessante intervista rilasciata da Joaquin Correa, attaccante dell’Inter nel format di Inter Tv e DAZN, Careers. L’attaccante argentino si è raccontato in tutto il suo percorso partendo dagli inizi fino alla scelta della squadra nerazzurra la scorsa estate.

Inter, a tutto Correa

Si parte dai primi passi e dal soprannome Tucu: “È il mio soprannome sin da piccolo, mi piace. Chiamano così tutti quelli che partono da Tucuman e vanno a Buenos Aires, ci sono abituato. Sempre trequartista, ho iniziato lì. Poi cambi, vai di qua e di là, ma è sempre stato quello il mio ruolo”, ha raccontato Correa.

“Veron? Quel giorno è stato un giorno bellissimo perché era la mia seconda partita all’Estudiantes, l’ultima di Sebastian nel suo stadio. E’ stata una festa bellissima, a due minuti dalla fine sono entrato io, la foto di quel momento la tengo a casa. Per me è stato più di un grande giocatore, mi ha insegnato tanto in campo e fuori. E’ stato importantissimo, quando sono venuto all’Inter mi ha fatto i complimenti dicendomi che avevo scelto bene. Ero felicissimo, l’ho ringraziato per quello che ha fatto per me”.

Poi i ricordi tra Sampdoria, Liga e Lazio: “E’ stato un anno bellissimo alla Samp, ho imparato tantissimo. Ho avuto qualche infortunio, qualche cambiamento nelle modalità di allenamento. Ma ho ricordi belli, compagni come Eto’o che mi hanno aiutato tanto”. “Il Siviglia? La mia prima partita contro il Real Madrid (a Siviglia), è stato bello perché facevamo un bel calcio. Abbiamo lottato per la Liga fino all’ultimo mese. Magari giocavo in un’altra posizione, più da esterno: mi trovavo bene anche lì. In Spagna il calcio è diverso, meno tattico rispetto all’Italia”.

Poi un ricordo sulla Lazio e la Supercoppa vinta contro la Juventus: “Vincemmo in Arabia, è stata una giornata bellissima. Avevamo vinto la Coppa Italia e lottavamo per lo scudetto prima del lockdown, sono ricordi bellissimi. Battemmo la Juve con personalità”.

Dalla Lazio a Simone Inzaghi e l’Inter: “Il mister mi lascia fare il mio calcio, ma mi dice di stare sul pezzo in fase difensiva. Mi dici di puntare i difensori, fare quello che so fare: mi lascia essere me stesso”. “Lautaro? Abbiamo un bellissimo rapporto, l’importante è stare bene insieme: giocare anche con l’Argentina ci aiuterà. Tutti e due vogliamo vincere, andrà tutto bene”.

Infine un commento su una foto quando Correa era ancora piccolo accanto a Zanetti: “Ero un ragazzino emozionato quando sono venuto, poi con tanti sforzi, dopo qualche anno, sono arrivato per restarci. Ora sono un uomo con un’esperienza nel calcio, ma questa foto mi fa tenere i piedi per terra perché all’epoca sognavo. Ora che sono qua davvero e lo apprezzo ancora di più. Penso che si possono scrivere tante cose. E’ stato un punto di partenza, un sogno, è bello guardarsi indietro ma sempre pensando al futuro“. 

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