Dumfries

Denzel Dumfries, esterno destro dell’Inter, si è raccontato in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Il terzino olandese, fin qui oggetto misterioso della squadra di Simone Inzaghi, ha fatto il punto della sua esperienza nerazzurra, tra momenti difficili e obiettivi futuri senza dimenticare il derby di sabato contro il Milan.

Parla Dumfries

L’ex giocatore del PSV ha iniziato parlando dell’impatto avuto con il nuovo campionato e delle difficoltà iniziali di adattarsi alle nuove abitudini: “Ora sto molto bene qui a Milano. Sono stati mesi diffili e intensi ma anche divertenti. Per me era tutto nuovo, la lingua, le abitudini il modo di allenarsi. Ho provato fin da subito ad adattarmi e capire il più in fretta possibile, ora sto iniziando ad apprezzare questo grande club e tutte le cose belle”.

“Problemi con la lingua? Riesco a comunicare con lo staff e conosco i miei compagni, cerco sempre di imparare ascoltando molto. Ho interrotto le lezioni di italiano per la nascita di mia figlia ma ora mi rimetterò in pari, l’importante è che riesco a comunicare in campo sulle cose essenziali come “uomo” o “scivola”.

A proposito di momenti difficili Dumfries ha voluto sottolineare il duro colpo subito dopo aver causato il rigore contro la Juventus: “È stato uno shock, davvero il momento più difficile calcisticamente parlando. È come se mi fosse caduto il mondo addosso. Sono stato protagonista di un episodio negativo in una delle partite più importanti del calendario. Fortunatamente ho sentito l’appoggio di tutta la squadra e del club”.

“La svolta? D’Ambrosio ha segnato la settimana dopo contro l’Empoli ed è subito corso ad abbracciarmi – ha continuato il terzino olandese -. Una cosa che non mi era mai successa, mi sono emozionato. Ho capito come tutti fossero ancora con me e dalla mia parte. Poi il gol contro la Roma, mi ha ridato fiducia e ovviamente vincere la Supercoppa. Per me è stato importantissimo, era il primo grande trofeo vinto contro una squadra forte, non dimenticherò mai l’atmosfera e quel momento”.

Verso Inter-Milan

Dumfries ha commentato così l’avvicinamento al Derby della Madonnina: “È una gara unica, la seguivo anche dall’Olanda. Negli allenamenti e nell’aria c’è un’atmosfera incredibile, un’elettricità diversa. Io però non la preparo in modo diverso, provo ad impegnarmi al massimo ogni volta a prescindere della partita.

E ancora: “Dovremo essere molto concentrati e fare una partita attenta. Paura di qualcuno? Paura no ma Zlatan è un grande, non devo aggiungere altro. Non amo parlare molto dei rivali: ripeto, il focus siamo noi”.

L’esterno nerazzurro ha concluso parlando dei suoi modelli: “Rispetto tantissimo Hakimi, è un esterno fantastico e qua ha lasciato il segno. Ma, con rispetto, a me non piace parlare di eredità: non mi sento come uno che ha preso il suo posto. Se devo nominare un giocatore unico allora dico Maicon. Era un giocatore incredibile, un esempio per me. Il mio sogno è avvicinarmi il più possibile ai suoi livelli”.

MAICON, LA CARRIERA CONTINUA…

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