Mertens

Dries Mertens guarda al futuro con fiducia, anche se questo dovesse portarlo lontano dalla sua Napoli. L’attaccante belga ha raccontato al Corriere dello Sport le sue sensazioni ed emozioni tra presente e futuro con il tema rinnovo di contratto come elemento principale.

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Mertens e l’amore per Napoli

Sul suo rapporto con la città: “Non sapevo che sarei andato ad abitare a Palazzo Donn’Anna e per chi conosce quel luogo c’è poco da spiegare. È un posto che ti prende l’anima, io al mattino mi sveglio e vedo il mare, ho un orizzonte che ti conquista, se è possibile posso salire in barca, andare ad Amalfi o a Capri, respirare, immergermi in acqua, vivere”. E ancora: “Dal primo momento ho avvertito un’attrazione fatale per la città, per la gente. Qui ci sono nove anni ed un quarto della mia vita: ci sono stato e ci starò, sempre bene, perché ho immediatamente avvertito affetto. Sono stato fortunato nella scelta”. “Napoli mi ha conquistato, d’impatto. Ho un rapporto speciale con chiunque“.

Rinnovo e asso nella manica

Come suo solito, Mertens ha trovato il modo per ironizzare anche sul tema rinnovo: “La strategia per il rinnovo è segnare tanto, così De Laurentiis sarà costretto a tenermi. Più gol faccio e più lui capirà che varrà la pena farmi firmare. E poi ho l’asso nella manica…“, ha detto il belga. “Invece di andare in giro a buttare soldi, per comprare un attaccante nuovo, gli concedo la possibilità di tesserare mio figlio. Ha un centravanti giovane, con una carriera lunga davanti a sé. Ed io non devo mollare né la casa, né tantomeno Napoli. Dollari? Non mi interessano, mi basta Napoli”.

Tornando seri: “Io sto qua. Ho un contratto con opzione a favore del club. Aspetto e poi si vedrà. So che esistono due strade, una è quella dell’addio. E so anche che nel momento in cui sarà inevitabile salutarsi, a casa Mertens piangeranno tutti, io Kat (la moglie, ndr), anche il bambino, mi creda. Io qui sono un uomo felice e lo è la mia famiglia. Allo stesso tempo bisogna essere realistici e pratici: il Napoli potrebbe non avere più bisogno di me, spero non accada subito, però nel caso in cui questo si dovesse verificare, io tenderò la mano, sarò grato per avermi dato la possibilità di appartenere a questo mondo e di avermelo fatto apprezzare. Non dimenticherò mai un solo istante”.

Il più forte

Spazio anche ai compagni attuali e del passato con un pensiero sul “più forte”: “L’Higuain dei 36 gol non ha eguali. Io sono compagno in Nazionale di De Bruyne e di Lukaku, che rappresentano eccellenze. Ma il Pipita di quella stagione faceva di tutto e giocava per la squadra. Fu un mostro”.

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