Nella notte NBA, in occasione del match di regular season tra Dallas Mavericks e Golden State Warriors (99-82), la franchigia texana ha organizzato la cerimonia per il ritiro della maglia numero 41 appartenuta alla leggenda del basket Dirk Nowitzki.

Il cestista tedesco, 1 volta campione NBA, 1x MVP, 14x All-Star e 4 volte NBA First team, è stato il protagonista assoluto della serata, tra la celebrazione delle sue gesta e video-ricordi di compagni e allenatori. Al centro dell’evento ovviamente l’ambitissimo riconoscimento del ritiro della maglia ma anche una speciale statua dedicata proprio a lui.

Adam Silver, commissioner dell’NBA, ha esordito così alla fine della partita: “Beh sicuramente qui a Dallas sapete come organizzare le cerimonie per il ritiro delle maglie. Lasciatemi dire che non ne ho mai vista una come questa”.

E ancora: “Dirk qui a Dallas ti amano tutti, ma in realtà ricevi l’ammirazione e l’affetto dei tifosi e appassionati di basket da tutto il mondo. Hai passato tutta la tua carriera con un solo team, 21 anni, e sei riuscito a portare un titolo NBA a questa franchigia, un risultato che nessuno era mai riuscito a raggiungere. Sei stato una fonte di ispirazione per milioni di tifosi ma anche per i giocatori che giocano oggi nel nostro campionato. Hai mostrato loro cosa significa essere un giocatore internazionale, un giocatore capace di vincere dei titoli, un professionista e un esempio dentro e fuori dal campo. A nome di tutti i presenti, grazie per quello che hai fatto e grazie per avermi invitato a questa serata”.

Parla Dirk Nowitzki

È stato poi il turno di Dirk Nowitzki di prendere il microfono e intervenire a modo suo: “Innanzitutto grazie mille per tutto questo, è una serata magnifica, anche se mi aspettavo una statua più grande. Scherzi a parte, è un giorno davvero speciale per me. Sono davvero grato a tutte le persone che hanno reso possibile tutto questo, dai tifosi ai miei ex compagni, dagli allenatori a tutte le persone che hanno lavorato con me qui ai Mavs”.

“Quando sono arrivato qui, mai mi sarei mai aspettato di avere questo successo in Texas e di giocare per Dallas 21 anni. Conoscevo l’Nba solo in tv e l’impatto con la lega nel primo anno fu veramente duro. Amo il basket, la professione e tutti i sacrifici che comporta, grazie a questi sono arrivato fin qui. Gli ultimi anni sono stati tosti, specialmente nell’off-season dove mi dovevo preparare fisicamente. Pensavo a giocatori come Bryant e Tim  Duncan e trovavo la forza per continuare, sono stati una fonte di ispirazione per me. I miei momenti migliori? Sicuramente il titolo NBA ma anche l’Olimpiade, il premio di MVP e il traguardo dei 30.000 punti”.

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