Luis Alberto Lazio

Ospite di Rivista Undici, Luis Alberto, fantasista della Lazio, ha parlato dei suoi inizi e delle difficoltà nell’inserimento nel club biancoceleste. Lo spagnolo si è poi concentrato anche sulla svolta della sua esperienza nella Capitale e, ovviamente, sulle vicende attuali di questa stagione.

A tutto Luis Alberto

DIFFICOLTA‘ – “Ero arrivato l’ultimo giorno di mercato, in una stagione senza coppe europee, Inzaghi schierava in campo sempre gli stessi undici. E poi, nel 4-3-3, penso nemmeno lui sapesse dove mettermi”, ha esordito Luis Alberto. “Perciò i primi tre-quattro mesi furono devastanti: è stato il momento più complicato della mia carriera. Avevo perso la testa, non volevo nemmeno più andarmi ad allenare. Una roba che non mi era mai successa. Con il mio mental coach Campillo è cambiato tutto. Anche se continuavo a non giocare, tutti i miei compagni e lo staff dicevano che ero il giocatore migliore in allenamento”.

SVOLTA – “A fine anno andai dal mister e gli dissi: ‘ok, troviamo una soluzione, vado via. Per me è stato un anno di merda’. E invece Inzaghi mi disse: ‘no, non vai da nessuna parte. Comincia a fare il regista’. Dopo l’addio di Biglia, per me era bellissimo: prendevo la palla e non c’era nessuna pressione. Sono passato in pochi mesi dall’andare via al giocare quasi duecento partite con la Lazio. Il calcio è così, in un giorno può cambiare tutto, nel bene e nel male”.

SARRI – Dal passato al presente che porta il nome di mister Sarri: “Ha un’idea di gioco bellissima, l’abbiamo vista a Napoli o ad Empoli. Secondo me tra due o tre mesi la Lazio divertirà tanto. Non so se vinceremo qualcosa, ma sicuramente ci sarà da divertirsi. E per gli avversari sarà molto complicato: la nostra qualità è molto simile a quella del suo Napoli. Anzi, sotto alcuni aspetti posso dire che siamo anche migliori”.

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