Cassano

Botta e risposta a distanza tra Beppe Marotta, dirigente dell’Inter, e Antonio Cassano. I due si sono pizzicati reciprocamente nel giro di poche ore. Prima, il pensiero dell’amministratore delegato nerazzurro che aveva parlato del talento di FantAntonio non accompagnato da doti umane, poi la risposta pungente e senza peli sulla lingua del diretto interessato.

Cassano contro Marotta

Parlando alla Bobo Tv, nel consueto appuntamento su Twitch TV, l’ex attaccante ha detto: “Lui è un incompetente di calcio. Non conosce i giocatori: chiedeva a me chi erano i giocatori che lo salutavano”, ha raccontato Cassano. “Il paragone con Barella? Non c’entra niente: a livello umano non devo imparare sicuramente da Marotta, perché la differenza tra Antonio Cassano e Marotta è una sola. Io nella mia vita sono stato un fenomeno. Grande, piccolo, medio: sono stato un fenomeno. Non mi sono mai venduto, nel senso: non è che chiamo il giornalista per far parlar bene. Marotta purtroppo col calcio non c’entra niente: lui è un grande politico del calcio”.

E per rincarare la dose, Cassano ha poi raccontato quanto accaduto ai tempi della Sampdoria: “Marotta voleva vendermi alla Fiorentina ma lo aveva fatto all’insaputa del presidente. Quando il presidente mi ha chiamato per dirmi ‘Dove vai?’, io gli ho detto: ‘Marotta mi ha dato via’. Lui aveva replicato che non ne sapeva nulla e io ancora gli dissi: ‘Presidente, se vuole che io rimanga alla Sampdoria mi deve fare un favore. Indipendentemente da dove arriveremo, devi cacciar via Marotta a giugno’. E la bonanima del presidente, amato e sempre nel mio cuore, quando siamo arrivati quarti dopo poco tempo l’ha mandato via: può darsi lui è ancora avvelenato per quello”.

In conclusione: “Per quel risultato alla Sampdoria deve dire grazie a me, perché ripeto: io sono stato un fenomeno a giocare a calcio. Lui non è mai stato un dirigente capace, perché non capisce di calcio e tutto il mondo del calcio lo sa: sanno solo che lui si vende bene con i giornalisti. Tutto qua”.

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