Thuram

Intervenuto al Festival dello Sport di Trento, l’ex difensore anche di Parma e Juventus Lilian Thuram ha affrontato il delicatissimo tema del razzismo anche alla luce dei fatti che hanno visto recentemente coinvolti Koulibaly, Anguissa e Osimhen.

“Anche da bambino io riflettevo sul razzismo: in Guadalupa no, solo quando sono arrivato a a scuola a Parigi mi hanno detto sporco nero”, ha esordito Thuram. “E lì me ne sono chiesto la ragione. Mia mamma mi ha detto: ‘rassegnati, le cose non possono cambiare’. Ma per fortuna non ho ascoltato mia madre, mi sono messo a leggere, ho studiato la storia, ho incontrato delle persone, ed è così che sono arrivato al Mondiale consapevole di tanti pregiudizi. È assurdo dire che non sei francese perché hai gli occhi azzurri. Il razzismo è una trappola, un’ideologia politica che va avanti perché c’è gente che ci guadagna. Il razzismo è arroganza, è pensare di avere sempre ragione, è non volere ascoltare gli altri. Bisogna uscire da questa arroganza per diventare esseri umani. Per sconfiggerlo bisogna abbattere i pregiudizi. Pregiudizi che nascono quando cresci. Ma i bambini non dicono sono bianco o sono nero, ma sono marrone, rosa, beige”.

E sul calcio: “Anche nel mondo del calcio ci sono queste abitudini, i giocatori bianchi gli allenatori bianchi possono fare tanto, se non fai niente vuol dire che accetti uno stato di cose”.

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