Calhanoglu

Metto in panca… Calhanoglu. Torna dopo tanta attesa la rubrica che non perdona nessuno. Diversi sono stati gli ospiti e questa settimana tocca al fantasista turco dell’Inter Hakan Calhanoglu.

Il centrocampista non brilla e, anzi, delude le aspettative del suo pubblico e di mister Simone Inzaghi. Unico dei nuovi arrivati che sembra aver già spento il fuoco e il brio del cambio di maglia.

Metto in panca Calhanoglu perché aveva illuso tutti con un debutto da sogno nella prima gara della stagione di Serie A. Gol e assist contro il Genoa poi, piano piano, il nulla

Ha fatto di tutto per cambiare sponda di Milano, facendosi forte di prestazioni importanti con la maglia rossonera nelle ultime stagioni, eppure, i numeri, non sono con lui. 5, come le gare dove ha giocato (?!), ma non si è visto. 5, come il voto in pagella che è diventato ormai una costante.

Metto in panca Calhanoglu perché non può avere alcuna scusa. La sponda di Milano è cambiata, ma solo quella. Nessun trasloco difficile, nessun problema di cambio lingua e persino il modulo non dovrebbe essere così difficile da digerire per lui che sarebbe dovuto essere la ciliegina della formazione tipo di mister Inzaghi.

Invece nulla. Poco, troppo poco per valutare positivamente queste sue prime sette giornate di campionato. Persino Vidal – ci scusi per questa frase – ha fatto meglio di lui e sta dimostrando decisamente tutto un altro valore. Il cileno potrebbe presto soffiargli il posto accanto alle certezze Brozovic e Barella.

Metto in panca Calhanoglu perché la panchina, spesso, serve anche a stimolare l’orgoglio dei calciatori e il turco, in questo momento, deve ricevere una scossa. Altrimenti in panca ci rimarrà molto spesso in questa stagione…

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