Gravina Serie A FIGC

Una giornata molto importante per il calcio italiano. A Lissone è stata presentata e inaugurata ufficialmente la prima Var Room centralizzata. Presenti all’evento il presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino e l’ad Luigi De Siervo oltre ovviamente al presidente FIGC Gabriele Gravina. Proprio il numero uno della federazione ha voluto esprimere il suo grande orgoglio nell’aver portato a compimento questo traguardo unico.

Gravina e la Var Room centralizzata

“La Var room centralizzata a Lissone è un grandissimo piacere, un sogno che si realizza. Diversi mesi fa sembrava quasi irrealizzabile, pensare di riuscire a fare tutto questo in 4 mesi è una grandissima impresa”, ha detto Gravina. “Un’impresa che diventa straordinaria se andiamo a declinare i numeri che abbiamo visto: 250km di cavi, c’è qualche metro di fibra in questa struttura. E’ una struttura che rappresenta una nuova eccellenza del calcio italiano e dello sport italiano, un modello di grande esempio per tutti coloro che ci guardano con grande attenzione”.

E ancora: “È bellissimo ritrovare con Lega e Aia questa armonia che ci proietta in un percorso di tecnologia e innovazione. Ci fa capire che siamo entrati in nuova era, tutti ricordano quante volte ho sostenuto di volere una Var Room centralizzata, oggi ci siamo ed è dimostrazione che la Figc è stata la prima nel mondo a voler lanciare l’applicazione della tecnologia, da GLT a Var”.

Gravina ha poi preseguito parlando di riforme e di futuro: “Siamo prioiettati verso il futuro, la Figc vuole accompagnare questo processo. Per questo abbiamo ipotizzato un corso di partecipazione, di formazione non solo degli arbitri ma anche dei dirigenti. Questa deve essere la casa della formazione. Il vetro che separa i corridoi dalle sale Var dimostra come gli arbitri possano tranquillamente far vedere il loro lavoro, non hanno nessuna paura di far vedere come si comportano, sono trasparenti. Questo lavoro sul futuro ci permette di avvicinarci alla riforma del calcio che comporta comunque un elemento essenziale, partendo dalla riforma della cultura del nostro mondo, dello sport. Aver abbandonato Coverciano per venire qui a Lissone mi rende felice, non siamo pentiti ma entusiasti e soprattutto contenti di esserci potuti agganciare ad una idea straordinaria che è questo centro di produzione che sarà un altro passo verso il futuro”.

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