Ibrahimovic

Nel giorno del suo 40esimo compleanni, Zlatan Ibrahimovic si è raccontato ai canali ufficiali del Milan raccontandosi a 360°. Avversari, infortuni ed età nelle parole dell’attaccante rossonero.

IL REGALO DEL MILAN A IBRAHIMOVIC

Ibrahimovic si racconta

Tra le diverse domande a cui ha risposto Ibrahimovic, anche quella sui rivali che ha sfidato e che lo hanno migliorato: “Ho giocato coi migliori al mondo, ma quello che mi ha fatto diventare più forte è stato Vieira. Mi metteva pressione, mi faceva sentire mai soddisfatto di quello che facevo, mi chiedeva sempre di più. Si allenava sempre al massimo. Ho preso i suoi consigli. Poi a livello di qualità Ronaldinho, Xavi, Messi, Iniesta, Nedved, Trezeguet, Del Piero, Gattuso, Seedorf”.

“In cosa sono diverso rispetto al passato? Si cresce con l’età, non gioco come 5 o 10 anni fa. Le idee e le esperienze cambiano, sono più maturo. Io gioco ancora perché posso aiutare la squadra, senza esagerare in cose che mi tolgono energia. Mi adatto e aiuto la squadra, per quello riesco a giocare. E poi mi piace tanto allenarmi. Io sono un esempio per la squadra, per questo non faccio meno. Faccio sempre il massimo, a volte è una cosa che va contro me stesso ma questa è la mia mentalità”.

Ancora sulla mentalità e il futuro: “Ora voglio giocare il più possibile, non voglio lamentarmi un giorno di voler giocare ancora. Non mi sento di dire che sono arrivato a questo step, io mi sento ancora il più forte di tutti, posso portare risultati e soddisfare i tifosi. Il prossimo step dipenderà dalla disponibilità del club. Ora il progetto è differente, ma io sono qua da un anno e mezzo e abbiamo creato una cosa importante e differente rispetto a come era abituato il Milan. E’ così, una grande sfida, ma è una bella sfida che può diventare una soddisfazione totale”. E ancora: “La mia filosofia è non essere mai soddisfatti. Sto cercando di insegnarlo anche ai miei figli. Tutto inizia nella testa. Quando vinco un trofeo voglio vincerlo ancora. Spero di vincere con questa squadra, così avremmo fatto il massimo”.

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