Trezeguet

David Trezeguet, ex attaccante della Juventus, ha rilasciato un’interessante intervista a La Gazzetta dello Sport. L’ex bomber francese tra le altre cose ha parlato degli attaccanti più forti in Europa, inserendo tra questi Federico Chiesa, decisivo nella sfida di Champions League contro il Chelsea e fondamentale per la conquista di Euro 2020 con l’Italia.

Trezeguet su Chiesa

“Federico è veramente forte, ma sicuramente non è una prima punta. È un giocatore che ama lo spazio e preferisce partire dall’esterno o fare la seconda punta – ha cominciato Trezegol –. Sicuramente è speciale, diverso da tutti gli altri, senza di lui la Juve è un’altra squadra. Pensa poco ma è davvero determinante. La sua qualità? Il fatto che si diverte giocando. Guardandolo, capisco che gli piace il contesto della Juve: anche quando sbaglia, dà l’idea di divertirsi. È la cosa più importante”. 

“Paragoni con papà Enrico? Credo non sia giusto farne – ha continuato Trezeguet -. Enrico è sempre stato un giocatore fantastico. Era completo, sapeva segnare era intelligente sia con la palla che senza”.

CHIESA E LA POLEMICA CON ALLEGRI

I numeri 9

L’ex campione d’Europa e del Mondo con la Francia ha poi detto la sua riguardo i bomber più forti in questo momento: “Per me il centravanti più forte è Lewandowski. È un attaccante micidiale, è veloce quando conta, usa destro e sinistro, ha un controllo di palla di altissimo livello. Ma per il futuro dico che Haaland è il modello generazionale, il prototipo di come saranno o vorranno essere i 9 del prossimo decennio. Alto, forte, segna, sa fare autocritica, è completo”. 

L’azzurro più forte

L’ex 17 bianconero ha commentato l’impresa dell’Italia a Euro 2020, scegliendo l’azzurro più forte e determinante: “L’impresa dell’Italia? Un applauso va a Mancini, è stato bravissimo e le sue esperienze all’estero l’hanno aiutato a costruire una squadra forte e vincente. Il giocatore azzurro più forte? Mi è sempre piaciuto Verratti, forse perché sono stato abituato a vedere Pirlo ed è da quando ha smesso lui che l’Italia non aveva un giocatore così tecnico. Però devo dire Chiesa. Può diventare unico, salta l’uomo e gioca in ogni posizione del campo. È il giocatore giusto per questo calcio moderno”. 

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