Cagliari Mazzarri

Vigilia di campionato per il Cagliari di Walter Mazzarri che domani, alla Unipol Domus, cercherà il riscatto dopo il k.o. subito contro il Napoli, nella sfida contro il Venezia valida per la settima giornata di Serie A. Il tecnico toscano ha presentato la sfida nel consueto appuntamento con la stampa.

VENTURA COMMENTA IL MOMENTO DEL CAGLIARI

Cagliari-Venezia, parla Mazzarri

“Dopo il Napoli 4 giorni per fare qualcosa e lavorare? Non è una settimana completa ma ho avuto del tempo per far vedere delle cose alla lavagna. Credo che i ragazzi stiano provando a capire. Ci provano e vediamo poi cosa accadrà venerdì”, ha esordito Mazzarri. “Gli automatismi bisogna provarli tante volte. La squadra ha messo impegno. Ieri abbiamo fatto delle cose che erano un po’ diverse da quelle viste in precedenza con gli altri allenatori. Ho diversi dubbi ma valutando adesso ho avuto delle sensazioni anche su chi sta meglio”.

“Sfida col Venezia un bivio? Chi mi conosce sa che non mi piace perdere. In casa, con me o con un altro, purtroppo bisogna invertire la tendenza. Il Cagliari quando venivo io da rivale era un fortino. Era difficile vincere qui. Dobbiamo essere compatti. Se abbiamo 50 di benzina dobbiamo darne 52 in campo. La classifica? Non sono i 4 punti di distacco che preoccupano ma l’attenzione al lavoro. Non bisogna pensare al risultato o alla classifica perché basta un poco che si è subito a metà classifica o comunque fuori dalla lotta delle tre che devono retrocedere. Non bisogna essere ansiosi e affogati. Bisogna solo guardare i progressi della squadra. Loro sono i primi che vogliono uscirne. Vorrei si creassi un po’ di ottimismo. I ragazzi non devono avere la testa bassa come li vedo ogni tanto“.

Sui singoli giocatori: “Pavoletti e Farias? Proprio oggi ho parlato con Pavoletti. Quando sono arrivato Pavoletti non era disponibile ma son stato io a spingere che venisse alla prima gara per essere il primo tifoso dei compagni ma lui mi aveva dato disponibilità per giocare. Con la Lazio chi era in campo era fresco. Chi ha fatto le tre partite, tipo Dalbert, purtroppo ha pagato e si è fatto male la terza. Tutto questo momento era da capire come gestire il tutto. Per rispondere su Pavoletti: per me ha un minutaggio di 30-40 minuti. Se lo metto titolare dovrei toglierlo all’intervallo”.

Ancora sul morale dei giocatori: “Anche quelli che hanno fatto un partitone con la Lazio e un po’ peggio con l’Empoli, col Napoli la cattiveria che è mancata era solo stanchezza e brillantezza che non c’era. Mi auguro che adesso che hanno un po’ recuperato vadano a mille per aggredire il Venezia“.

“L’atteggiamento contro il Venezia? Le mie squadre sono state tra le prime che fanno aggressione nella metacampo avversaria. A me non piace vedere gli altri palleggiare e non che non recuperiamo. Per me varrebbe quello. L’anno col Torino dei 63 punti la squadra era prima per recuperi nella metacampo avversaria”. “Se riusciremo a fare quello che abbiamo provato a fare possiamo mettere in difficoltà il Venezia altrimenti succederà come l’Empoli. Oggi è difficile affrontare certe squadre, soprattutto perché alcune sono automatizzate e giocano insieme da tanto. Bisogna stare bene al giorno d’oggi per avere la meglio. Ad ogni modo sono fiducioso. Non voglio dire altro e vorrei far parlare il campo”.

Si è parlato di ritiro e di non ritiro per evitare di influire negativamente sulla squadra? No, è la prima volta che lo sento. Io non ho avuto modo di andare neppure a Cagliari per un caffé. Noi siamo sempre qui in ritiro per giocare. Bisognare dar loro respiro. Sono i primi che vogliono uscire da questa situazione. Bisogna fare un primo risultato positivo e si toglieranno dalla testa tutte le cose negative. Sono convinto. Faccio un esempio: Deiola contro il Napoli si è trovato davanti in un’azione offensiva. Non se ne è accorto nessuno ma se faceva il passaggio giusto andavamo forse in vantaggio noi. Ora serve tranquillità, questo gli è mancato e che io voglio dare loro. Non c’era bisogno di ritiro. Loro si devono affidare a me e lo fanno”.

Un chiarimento sull’aspetto fisico: “Non voglio assolutamente criticare la precedente gestione. Voglio ribadirlo. Tra giocatori arrivati nell’ultimo periodo di mercato e tante partite. Non si critica nessuno assolutamente ma non c’era una condizione omogenea”.

“Peggiore difesa (quella del Cagliari) contro peggior attacco (quello del Venezia)? Chi conosce la mia storia sa che la prima cosa che cerco di sistemare è la difesa ma inteso come fase difensiva. Questo non lo dice solo Mazzarri ma chi vince lo scudetto. Si deve mettere apposto la fase difensiva, poi verranno le azioni d’attacco. Fare bene in difesa ti permette di sistemare anche le azioni offensive. Bisogna dare solidità e certezze. Per arrivare a questo, un po’ di lavoro sul campo serve. Non le partite ma gli allenamenti”.

Un pensiero su “Cagliari, Mazzarri: “Non guardare classifica ora. No ansia e testa bassa ma ottimismo””

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