Shevchenko

Andriy Shevchenko, ex attaccante rossonero, ha parlato a MilanTV del ritorno in Champions League del Diavolo e della dimensione Europea del club. La leggenda ucraina ha anche parlato dei suoi momenti più memorabili proprio con la maglia del Milan e delle tante avventura nella competizione che assegna la Coppa dalle grandi orecchie.

Milan e il DNA europeo

“Secondo me quelli che indossano la maglia del Milan, hanno un sangue diverso per la Champions. Io ho avuto l’esperienza con la Dinamo Kiev, ma il Milan è stata un’altra storia. Una storia bellissima. Due finali di Champions e soprattutto la prima è stata un’emozione fantastica. Per me, come giocatore giovane che veniva dalla Dinamo Kiev, la Champions era una grande vetrina. Tramite quelle partite ho conquistato l’Europa, giocando bene e facendo tanti gol. Mi ha dato la possibilità di venire a giocare nel Milan”.

Shevchenko ha parlato delle emozioni che si provano a giocare in europa: “La Champions è una competizione con grande storia e c’è un legame col Milan. Quando giochi con le squadre più forti del mondo, con i giocatori più forti del mondo, ti dà una carica… Per i tifosi del Milan la Champions era qualcosa di più. Quando giocavi a San Siro lo stadio era sempre pieno. Abbiamo fatto bellissime gare”.

Il pallone d’oro del 2004 ha aggiunto: “Segnare davanti ai tifosi rossoneri è un’emozione incredibile. I tifosi del Milan aspettavano queste partite, avevano un approccio diverso. Anche i giocatori. In alcune partite eravamo tesi, ognuno di noi aveva un approccio diverso. Nello spogliatoio però c’era la serenità giusta, la consapevolezza dei mezzi. Il Milan aveva una grande storia, passata di generazione in generazione, in Champions. Quando indossi la maglia del Milan, la storia passa attraverso di te. Ti rende più sicuro, più forte. Mi manca l’energia del campo, quando senti i tifosi e sei concentrato. Mi manca la preparazione e la tensione prima della partita”.

Shevchenko e i ricordi più belli

L’ex numero 7 ha parlato dei suoi ricordi più belli in Champions League: “I momenti più importanti sono soprattutto la partita con l’Ajax e la semifinale contro l’Inter. Contro gli olandesi abbiamo segnato negli ultimi minuti, secondo me è stato un segno del destino, invece contro l’Inter era comunque un derby, una delle partite più importanti per noi rossoneri – ha detto Sheva -. Ci credevamo, eravamo pronti per la finale. Poi la finale è stata bellissima, anche se tanti dicono che non è stata una bellissima partita, per noi è stata una battaglia e abbiamo vinto noi”.

L’ex attaccante ha continuato: “Il momento dell’ultimo rigore? Il mio sguardo era sicuro, concentrato. L’arbitro aveva fischiato, ma non avevo sentito. Ho guardato arbitro e portiere. L’emozione c’era nei 30 metri di cammino. Quando sono arrivato lì ero concentrato e sicuro, aspettavo solo il fischio”.

Il ritorno in Champions League

Tornando ai giorni nostri, Sheva ha commentato così le possibilità della squadra guidata da Stefano Pioli: “C’è tanta voglia di tornare e sentire quella musica. Il Milan sa stringere i denti nei momenti difficili, è cresciuto tanto. Questa Champions aiuterà ancora i giovani a crescere e avere esperienza. Questo Milan ha grandi potenzialità”.

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