Higuain

Gonzalo Higuain, in una recente intervista rilasciata al programma ESPN Fútbol 360, ha parlato della sua carriera e del suo futuro, chiudendo ad un possibile ritorno in nazionale in vista dei mondiali di Qatar 2022.

Il Pipita, in scadenza di contratto con l’Inter Miami, ha parlato così dell’inizio della sua carriera da calciatore e dell’arrivo al Real Madrid: “Non mi aspettavo di giocare sei mesi al River e di essere chiamato subito dal Real. Credevo che avrei giocato qualche anno in patria, disputato la Copa Libertadores per poi fare il salto nel calcio europeo. Non è facile per un ragazzino giocare al Bernabéu, quando si è così giovani non si apprezzano appieno le cose – ha detto Higuain -. Ora, riflettendo sul mio passato a Madrid mi stupisco ad essere stato uno dei migliori marcatori della storia del club”.

Higuain e i primi passi

L’attaccante argentino ha dichiarato: “Quando arrivai in Spagna sapevo che avrei giocato nel Castilla e non in prima squadra e mio padre sull’aereo mi ha disse di non avere paura ma rispetto. Invece mi sono allenato da subito con la prima squadra e al secondo allenamento Capello mi ha disse di restare. Dopo 3 o 4 giornate ho debuttato come titolare in Copa del Rey”.

Il bomber ex Juve ha continuato: “La convivenza con Benzema e Ronaldo? Cristiano aveva segnato 27 gol nell’anno in cui è arrivato e io 26, poi sono arrivati Kakà e Benzema e mi sono domandato quanti gol avrei dovuto segnare. Karim ha tirato fuori la migliore versione di me e io la sua. È un 9 fantastico e con lui c’è sempre stata una sana competizione”.

Argentina e futuro

Higuain ha parlato poi del capitolo nazionale, escludendo ogni possibilità di vestire nuovamente la maglia dell’albiceleste: “Non vedo la possibilità di tornare in Nazionale, tanti anni mi hanno usurato. Sono in un’altra fase della mia carriera, mi restano pochi anni. Oggi la mia priorità è la mia famiglia, vedere mia figlia sorridere. Quando hanno vinto la Copa América, ho parlato con Messi, Di María e Otamendi. Leo ha detto che questa vittoria era anche per chi non c’era, mi ha reso molto felice. Sono stato vicino più volte a vincere qualcosa con la Nazionale ma tengo il percorso e tutto quello che ho provato”.

Il numero 9 argentino, reduce da un periodo non brillantissimo in MLS, ha parlato della sua esperienza all’Inter Miami e del suo futuro: “Condividere il campo con mio fratello è la cosa migliore che mi sia capitata – ha detto il Pipita -. Il calcio nel corso degli anni ci ha divisi e riavvicinati. Vivere nella stessa città con mio fratello e mio nipote è bello. I miei nipoti non mi vedono come uno zio, ma come un giocatore. Giocare con lui è stato incredibile: il giorno prima che nostra madre morisse lui ha fatto l’assist e io ho segnato il gol, sembrava scritto e sono sicuro che lei lo ha visto. È stato il suo ultimo sogno. Alla fine del contratto io prenderò un anno sabbatico, lontano dal calcio e da tutto”.

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