Del Piero

Alessandro Del Piero, ex capitano e bandiera della Juventus, ha rilasciato un’intervista a la Gazzetta dello Sport dove ha parlato del difficile momento dei bianconeri usciti sconfitti dalla sfida contro il Napoli.

L’ex numero 10 ha iniziato proprio dalla sfida del Diego Armando Maradona: “Questa sconfitta scatenerà una reazione, ne sono sicuro. Tutti sanno della delicatezza del momento ma per giocare alla Juve devi avere le spalle larghe. Sarà fondamentale il lavoro di Allegri e dei senatori per evitare discorsi legati alle passate stagioni o alibi del mercato, ciò che conta è il campo”.

Allegri e ambizioni della Juventus

“Allegri? Non può fare miracoli, lui è il primo a sapere che il problema della Juve non poteva essere ricondotto solo alla guida tecnica. Il lavoro da fare è grande, nello spogliatoio e in campo”.

“Juventus ridimensionata? Non credo ci sono giocatori di livello assoluto – ha detto Del Piero -. Dybala è ancora il giocatore di due anni fa, quando è stato il migliore della Juve che ha vinto il tricolore, ci sono i difensori campioni d’Europa, Locatelli, De Ligt, potrei continuare… Il percorso da fare non sarà semplice ma il nocciolo della questione non è la qualità dei giocatori ma come stanno rendendo. Lo scudetto è ancora possibile, non devono spaventare 8 punti di svantaggio dopo 3 partite, la strada è lunga. Ciò che deve cambiare è la testa dei giocatori: chi ha più leadership e coraggio deve venire fuori, speriamo che la Champions possa aiutare a ritrovare coraggio”.

Del Piero e l’addio di CR7

“Non deve essere un alibi, e non si deve parlare di impreparazione della società, la Juve l’ha sostituito in base alle proprie risorse economiche. Bisogna guardare in faccia la realtà: Ronaldo non voleva restare e la sua cessione ha fatto comodo alla Juventus per non pagare il suo pesantissimo ingaggio”.

Pinturicchio ha aggiunto: “L’operazione CR7 è stata giusta, è un fuoriclasse e andava preso. Il problema, piuttosto, è stato la mancata crescita della squadra intorno alla superstar. Spesso abbiamo giudicato la prova di Cristiano quasi disgiunta da quella della Juventus ed è sintomatico di qualcosa che non ha funzionato. I risultati in campo europeo non sono stati all’altezza ma  non sempre gli investimenti siano sinonimo di vittorie”.

L’ex capitano bianconero ha concluso proprio con una considerazione sulla Champions League: “Oggi è molto difficile per la Juventus pensare di poter tornare ai livelli del 2015 e del 2017, in questo momento bisogna solo puntare ad andare avanti più a lungo possibile e non ripetere le ultime tre stagioni negative in Europa”.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: