Oriali Inter

Lele Oriali è pronto a ripartire ma lontano dalla sua Inter. Dopo l’addio al club nerazzurro, di cui era team manager, resterà in Nazionale. Intervistato da Bruno Longhi per Sportmediaset, l’ex dirigente ha raccontato un po’ le sue sensazioni in questa estate indubbiamente ricca di episodi.

ADDIO – “Ovviamente sono dispiaciuto. Come può essere dispiaciuto chi deve continuare il suo percorso senza un’entità rimasta per tanti anni al suo fianco. Ma ciò che è accaduto mi ha fatto capire – se ancora ne avessi bisogno – che c’è tanta gente che mi ha voluto e mi vuole bene. Lo striscione esposto sabato allo stadio e i cori a me rivolti resteranno sempre dentro di me. Perciò voglio ringraziare tutti i tifosi che in questi anni mi hanno sostenuto anche con attestati di stima che valgono più di una grande vittoria. E poi, sia chiaro per tutti: l’Inter è e sarà sempre casa mia”.

MOTIVAZIONI – “Il perché dell’addio? E’ una domanda che non mi pongo. Mi limito a rispettare la decisione presa dalla società. Che ha tutto il diritto di scegliersi i suoi collaboratori”, ha detto Oriali.

SULLE PAROLE DI ZANETTI – “A lui va un ringraziamento speciale per ciò che ha detto. Lui sa benissimo quanto abbiamo lavorato per il raggiungimento dello scudetto che i tifosi aspettavano da undici anni. E’ stato un grandissimo successo al quale hanno contribuito in molti, a partire da Antonio Conte che ha saputo riportare l’Inter ai livelli che le competono”.

SQUADRA – Sull’Inter attuale e le potenzialità per la stagione appena iniziata: “Dopo la vittoria di Genoa ho avuto un’ottima impressione. Quindi la reputo una delle pretendenti per lo scudetto”. “L’Inter riparte con lo scudetto sul petto e anche per questo motivo va inserita tra le favorite. E quindi a Conte deve essere riconosciuto il merito per averlo conquistato, lo scudetto, e per il lavoro fatto che ha riportato il club nel suo habitat naturale”.

FUTURO – “Mio futuro con la Nazionale? Nei prossimi giorni avrò un incontro in Federazione per capire quale sarà il mio futuro in ambito azzurro. E penso che ci siano tutti i presupposti per andare avanti insieme fino al Mondiale del 2022”. E ancora sull’Italia: “Più la delusione dell’addio all’Inter o l’emozione per Euro 2020? Non amo fare classifiche. Dico solo che questo è stato per me un anno indimenticabile culminato con la vittoria agli Europei grazie ad un gruppo coeso e vincente, con un forte senso di appartenenza, che ha reso orgoglioso il nostro Paese. Merito di questo successo va in gran parte a Roberto Mancini e a tutto il suo staff”.

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