Eder

Eder, attaccante italo-brasiliano in forze al San Paolo, è tornato a parlare della crisi che ha colpito la proprietà cinese Suning e ha coinvolto direttamente le sue ex squadre: l’Inter e lo Jiangsu.

Eder e la crisi Suning

L’attaccante è intervenuto in esclusiva a Pressing e ha commentato così le vicende societarie che hanno coinvolto i nerazzurri e hanno portato all’addio di Antonio Conte e alla cessione di Lukaku: “La settimana scorsa ho parlato con Handanovic e mi ha detto che è tutto normale e non ci sono mai stati problemi, quindi sono contento per loro”.

Eder è tornato sulle dichiarazioni fatte all’indomani della cessione di Lukaku: “Ho detto quelle cose perché da tifoso dell’Inter non volevo che succedesse quello che è successo a noi in Cina. La situazione in Italia è diversa, quindi il paragone con quello successo a noi è difficile. Loro sanno che dall’Inter possono guardagnare”. Il numero 23 ha poi aggiunto: “Ho visto che è andato via Conte e poi ho visto le cessioni. Sapevo che dovevano iniziare a vendere e fare dei soldi perché erano in grossa difficoltà economica”.

L’ex nerazzurro è tornato anche a parlare di quello che è capitato proprio in Cina durante la scorsa annata: “Con Steven (Zhang ndr) ci  sentivamo spesso, ci mandavamo diversi messaggi e il padre ci invitava a cena dopo le partite, poi a fine campionato hanno chiuso le porte del club e non gli abbiamo più sentiti. Dalla Cina mi dicono che ora lo proprietà è in contatto con i propri dipendenti per sistemare la questione pagamenti – ha detto Eder – meglio che paghino prima loro che sono sicuramente più in difficoltà di noi calciatori”.

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