Katrine Veje

Spiacevole episodio per la calciatrice Katrine Veje, vincitrice lo scorso anno della Premier League inglese e colonna portante della Nazionale danese. Dopo aver conquistato diversi titoli tra Svezia, Danimarca e Stati Uniti, l’ex Arsenal ha deciso di tornare a giocare vicino a casa, nel Rosengård, una delle migliori squadre svedesi, ma mai si sarebbe aspettata di vivere un’esperienza come quella che stiamo per raccontarvi.

La Veje, infatti, si sposta tutti i giorni dalla Danimarca alla Svezia per allenarsi, grazie alla vicinanza tra i due Paesi. In questi tempi di pandemia però, per poterlo fare, deve presentare un tampone negativo una volta a settimana.  Al confine però, la campionessa è stata bloccata e fatta scendere dal treno dalla polizia. Il motivo? Secondo le forze dell’ordine fare “la calciatrice non è un lavoro”.

La centrocampista danese aveva con sé i documenti firmati dal direttore sportivo Therese Sjögran, che dimostravano come fosse una calciatrice professionista del Rosengård, ma neppure questo è servito a convincere gli agenti.

Katrine Veje ha raccontato l’incredibile episodio ad “Aftonbladet” :

“Uno dei poliziotti mi ha detto che fare la calciatrice non è un lavoro e che quindi dovevo tornarmene a casa. Ho cominciato a ridere, perchè pensavo mi stesse prendendo in giro. No. Non è che in giro mi riconoscano spesso, ma se dico Rosengård lo sanno tutti che è una squadra famosa, che ha fatto anche i quarti di finale di Champions…”.L’altro poliziotto ha detto  ‘ è il suo lavoro ‘. Quindi son dovuta salire sul treno successivo. Il mio primo pensiero è stato che ad un uomo non sarebbe mai capitato, ero molto arrabbiata. Ho anche chiesto il nome del poliziotto per fare reclamo, ma non me l’hanno fornito. Non si sono scusati, il collega ha riso dicendomi di prendere il treno successivo. In ogni caso questa era una persona su cento agenti di polizia. Spesso sono molto gentili. Solo sfortuna aver incontrato questi”.

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