Jürgen Klopp

Come riportato dall’Ansa, i club inglesi prevedono di boicottare per un weekend intero i social media con l’assenza totale di tweet e post in segno di protesta contro gli insulti razzisti rivolti ai loro giocatori su queste piattaforme.  Ad annunciarlo proprio le Federcalcio inglese, che ha specificato che il boicottaggio interesserà i club di Premier League, Second Division e della Women’s Super League. La protesta inizierà venerdì 30 aprile alle 14 e si concluderà lunedì 3 maggio alle 22:59.

Nel comunicato si legge: “Quest’azione  è stata programmata per tutta la lista delle partite di calcio professionistico maschile e femminile  e vedrà tutti gli organi rappresentativi del calcio inglese chiudere i loro account Facebook, Twitter e Instagram”.

“Questo gesto arriva in risposta ai continui e continui abusi discriminatori ricevuti online dai giocatori e da molte altre persone legate al calcio”, hanno dichiarato i rappresentanti  del calcio inglese con una lettera congiunta.

Richard Masters, CEO della Premier League ha inoltre aggiunto: “Il comportamento razzista è inaccettabile e lo spaventoso abuso nei confronti dei giocatori sui social media non può continuare, c’è un urgente bisogno che queste aziende facciano di più per sradicare l’odio razziale online”.

Questa iniziativa fa seguito a quella già attuata in precedenza dal club scozzese Rangers e dai club di Football League inglese Birmingham e Swansea, in seguito all’episodio che ha riguardato proprio i giocatori del Swansey City: Yan Dhanda, Ben Cabango e Jamal , vittime di insulti razzisti.

Da inizio anno molti giocatori, tra cui Anthony Martial e Marcus Rashford del Manchester United, così come Reece James del Chelsea, sono stati presi di mira anche sui social media. L’11 febbraio, in una lettera aperta al leader di Twitter, Jack Dorsey, e al leader di Facebook, Mark Zuckerberg, i funzionari del calcio inglese hanno chiesto un’azione “per motivi di semplice decenza umana”. Twitter ha risposto che non intendeva censurare i commenti da account anonimi.

Un pensiero su “Premier League contro il razzismo: sciopero sui social per prossimo weekend”

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