Pirlo

Fuori dalla Coppa Italia, lontano dalla vetta della classifica di Serie A e anche out dalla Champions League, vero obiettivo dichiarato della Juventus.

La sconfitta in campionato contro il Benevento non può che essere l’ennesimo campanello d’allarme per la Vecchia Signora di “mister” Andrea Pirlo. Sì, “mister” tra virgolette, perché alla prima esperienza da allenatore, iniziare alla Juventus, tra pressioni e una rosa, probabilmente non all’altezza, non era facile. Ma… lo si sapeva.

Ecco perché metto in panca Pirlo. Dire no alla squadra bianconera era davvero difficile ad inizio anno, ma iniziare con così tante incertezze non è stato certamente il miglior modo per avventurarsi nella carriera di allenatore.

Dire sì all’Under 23 sarebbe stato meglio, farsi travolgere da un calcio che, forse, visto da quel punto di vista – dalla panchina per intenderci – non si conosceva ancora bene, è stato quantomeno azzardato.

Metto in panca Pirlo perché ha creduto di poter saltare degli step necessari, specie quando si vuole “imitare” il percorso di Zinedine Zidane, senza avere i calciatori adatti – non me ne voglia il solo Cristiano Ronaldo, unico fuoriclasse di una rosa bianconera non completamente ricca di fenomeni affermati -.

Se a fine stagione sarà addio, forse, le colpe, non saranno solo della Juventus…

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